C’era una volta il lago | In corso

Tutto ha origine da una serie di coincidenze. Accompagno amici e parenti al lago per discutere delle loro vite e delle perdite che li hanno accompagnati in certi momenti, mentre io mi limito ad ascoltare, osservando anche altre persone nello stesso luogo che trattano gli stessi argomenti. Amore, famiglia, incomprensioni sono i temi più comuni, mentre a pochi metri di distanza ci sono coppie che si abbracciano e che un giorno finiranno per affrontare le stesse questioni. È da qui che nasce questo progetto, ancora in fase di sviluppo, in cui le persone usano il lago come una sorta di discarica per i loro pensieri e le loro frustrazioni, oltre che per i materiali fisici. Mi domando: come mai un luogo come il lago, che dovrebbe essere sacro e preservato, si è trasformato oggi in una vasta discarica?

l lago per me rimane lo specchio Di un’umanità così fragile e piena di misteri, Dove i riflessi dell’anima si mescolano Con le acque serene e profonde.

Nell’onde calme vedo riflesse Le gioie e le tristezze di chi lo solca, Come se ogni onda raccontasse Storie antiche e nuove, intrecciate nel tempo.

E mentre osservo la sua superficie, Scopro un mondo nascosto, sospeso tra cielo e terra, Dove i segreti dell’universo si svelano Ai cuori che sanno ascoltare il suo mormorio.

Così il lago diventa il custode Dei nostri pensieri più profondi, Un santuario di emozioni e desideri, Che fluttuano liberi nell’aria limpida.

E in questa visione poetica, Riscopro la bellezza e la fragilità dell’esistenza, Dove ogni riflesso è un invito A immergersi nell’infinito mistero della vita.

I am here | analog self portrait

Nei miei progetti ho sempre introdotto un autoritratto, perché mi sento un testimone nel momento dello scatto ma alcuni autoritratti non li ho introdotti ed è da qui che nasce questa serie.

Io sono un testimone ma prima di tutto un testimone di me stesso

A volte la mia presenza è soltanto data dalla mia ombra, come nel caso di Vivian Maier e Lee Friedlander.

The process of photography
Self-portrait for Lee Friedlander, 1971 omaggio a Ugo Mulas

L’autoritratto è uno scatto serio come tutti gli altri, a volte ci riconosciamo altre volte no ma siamo pur sempre testimoni.

Se il linguaggio parla solo di se stessi ha comunque da dire parecchie cose. Levis Strauss

Luce su Roma

Chi visita Roma porta a casa la luce di una città eterna. Questo progetto è nato in uno studio personale sulla luce e che nel tempo ha generato tante domande personali, colmare con l’immediatezza una domanda è possibile?

Roma è la città degli echi, la città delle illusioni, e la città del desiderio. Giotto

La luce, senza luce non esiste la fotografia e la poesia. È il primo pennello dell’artista che dipinge il nostro mondo di colori e sfumature, dando vita alle nostre narrazioni sotto forma di immagini e ricordi. La luce danza con la realtà, modellando le ombre e disegnando contorni, rivelando dettagli e segreti celati.

Nella fotografia, la luce è l’anima stessa dell’arte. Come un mago invisibile, sceglie cosa mostrare e cosa celare, trasforma paesaggi e volti in poesie visive. È una danza eterea tra fonti luminose e soggetti, un’armonia tra chiaro e scuro, che cattura istanti unici e fugaci.

Ma la luce è anche il riflesso delle emozioni. Nei ritratti, illumina l’anima e svela la profondità dell’essere umano. Negli scenari urbani, crea un’atmosfera magica, rendendo unica ogni visione della stessa strada.

La fotografia è poesia, e la luce è il verso scelto per esprimere il nostro messaggio. Come un poeta che gioca con le parole, il fotografo gioca con la luce, scrivendo storie visive che resteranno impresse nei ricordi.

E come la poesia, la fotografia ci dona il potere di fermare il tempo. In un istante fugace, catturiamo un sorriso, un tramonto, un abbraccio, e creiamo ricordi eterni. La luce nutre questi ricordi, regalandogli vita e profondità.

Ma anche in assenza di luce, nella notte più buia, la fotografia e la poesia trovano la loro essenza. Sono lì a ricordarci che anche nell’oscurità ci sono stelle che splendono, e che l’assenza di luce è solo un preludio alla sua ritrovata presenza.

Così, nella danza intrecciata tra luce e ombra, tra realtà e sogno, la fotografia e la poesia ci invitano a guardare il mondo con occhi nuovi, a scoprire la bellezza nei dettagli più impercettibili, a immortalare istanti che altrimenti svanirebbero nel tempo.

E così, ogni fotografia è una poesia, ogni poesia è una fotografia. Entrambe ci fanno sentire vivi, ci permettono di esplorare l’infinita gamma di emozioni che la luce ci regala. Esse costruiscono la nostra narrazione, sussurrando al mondo chi siamo e chi vogliamo essere, custodi di memorie e testimoni silenziosi delle nostre avventure nella vita.