Perché scegliere una lente fissa?

Dopo un anno dall’acquisto della prima fotocamera con zoom ho imboccato una strada diversa da cui non sarei più tornato indietro: ho comprato una compatta Fujifilm con focale fissa. Ti spiego perché scegleire una lente fissa è stata una delle migliori decisioni della mia vita (fotografica).

La scelta: perché scegliere una lente fissa?

Se hai appena acquistato una macchina fotografica entry level, magari con un sensore APS-C, quello che ti stai forse chiedendo è perché dovresti scegliere una lente fissa quando con uno zoom 15/55mm potresti fotografare ogni cosa.

Ti rispondo in modo semplice facendoti un esempio: quando andavi a scuola hai usato subito la penna a sfera? No. Hai iniziato con una matita a tracciare dei segni, poi ti hanno fatto usare le penne cancellabili e infine quelle indelebili. Anche con le lenti è così. Solo che il 18-55mm che ti hanno venduto con il corpo macchina è la matita e la lente fissa che sceglierai fra qualche tempo la penna indelebile.

Ma ti vedo ancora indeciso per via dei pareri contrastanti e allora ti domando ancora: perché secondo te i professionisti scelgono una sola lente e fissa?

Sì, sì, lo so: tu non sei un professionista e preferisci stare comodo con il tuo bel cannocchiale, ma ti sei reso conto di quante volte perdi la scena o il soggetto mentre sei intento a zoomare? E di quante volte quello che fotografi è così distante da farti sentire un paparazzo?

Valuta la tua fotografia

Ti chiedo di valutare la tua fotografia non nel senso critico della singola foto o progetto ma di vedere quali sono i tuoi interessi. Se di solito fotografi animali come leoni o volatili ti dico valuta uno zoom, ma nel caso non sia questa la tua esigenza inizia a considerare la tua prima lente fissa.

Un piccolo esercizio

Quando per la prima volta dovevo acquistare una lente fissa mi chiedevo quale scegliere e come. Se sei ispirato da un fotografo puoi prendere in considerazione la stessa focale o in alternativa fa questo piccolo esercizio: la prossima volta che esci a far foto mantieni fissa la focale per renderti conto di quale usi di più. Per velocizzare puoi anche vedere nel tuo archivio che percentuale di volte usi ognuna delle focali (per esempio se usi spesso un 35mm e un 20mm usa le stesse).

Nota: di solito un fotografo di reportage o documentarista ha nella sua borsa un 35mm e un 50mm a volte montati su macchine diverse. Non è inusuale avere 2 lenti fisse. Ma non vendere o prestare il 18/55 perché arriverà il giorno in cui ripetere l’esercizio per studiare di nuovo la tua focale ideale.

Quale lente fissa?

Se dopo l’esercizio ti rendessi conto che la tua focale non esiste in commercio, perché può succede che la tua fotocamera non abbia l’attacco giusto o dovresti usare un adattatore, ti consiglio di approssimare. Se con un 30mm ti trovi bene allora valuta un 28/35mm, purtroppo bisogna accontentarci.

Il Movimento

Molte volte nei miei corsi mi viene chiesto perché la fotografia migliora dopo aver usato una lente fissa. Uno dei motivi è il movimento: con lo zoom rimaniamo immobili, cerchiamo di zoomare ma se non siamo veloci la foto non la scattiamo. Con un ottica fissa sei obbligato a muoverti, avvicinarti al soggetto e renderti conto di altri fattori.

C’è chi si abitua e chi no. Nel mio caso conosco la mia focale e a occhio so bene cosa inquadrerò.

Il costo delle lenti fisse

Il costo delle lenti fisse è alto, ma bisogna valutare tutto. Saprai che una lente f1.8 avrà un costo maggiore rispetto a una f3.5. Bisogna soltanto capire se tu hai bisogno di un f1.8. Ricorda che una lente fissa non si svaluta come un corpo macchina fiammante con 50 megapixel.

Conclusioni

L’importante è fotografare, e sicuramente usare una lente fissa aiuta a migliorare la tua fotografia oltre che diminuire il peso della tua borsa.

Spero di averti aiutato.

Buona Luce

Quanti megapixel servono e perché ne vorrei meno

Quanti megapixel servono? Con che lente scatti? Ma la fotocamera che usi ha la messa a fuoco automatica? Queste sono le domande che più comunemente mi vengono poste da chi si avvicina per la prima volta alla fotografia. Parliamo della prima questione: i megapixel (MP).

L’aneddoto: quanti megapixel servono?

Qualche giorno fa ho ricevuto su IG il messaggio di una persona che vuole iniziare a fotografare. Dopo avergli fatto il consueto elenco di macchine fotografiche con un buon rapporto qualità prezzo, siamo passati a parlare delle caratteristiche.

Io continuavo a sostenere che tutte le macchine fotografiche di oggi sono simili fra loro e dirigevo la discussione su parametri più determinanti, come ottiche ed ergonomia. Il principiante invece puntava su messa a fuoco super e quanti MP servono per ottenere un buon risultato.

Perché tanti megapixel sono inutili

Queste domande a chiedermi spesso se sono l’unico a dover gestire un archivio. Avere una macchina con 50MP richiede schede SD con una buona velocità e almeno 64GB di memoria e uno o più dischi dedicati all’archivio.

L’archivio ha un peso e almeno ogni anno vanno effettuati backup e una buona pulizia delle cartelle. Se siete fotografi che usano lo scatto multiplo e viaggiate sui 50MP questo passaggio richiederà moltissimo tempo.

Per la post-produzione su foto con oltre 30MP, poi, avrete bisogno di un PC performante e un ottimo programma.

Secondo te, allora, quanti megapixel servono?

Una domanda complessa, ma possiamo ragionarci insieme.

Per quanto riguarda le foto create per il web — IG, FB e altre piattaforme —  16MP sono più che sufficienti, basti pensare agli smartphone che sono dotati di 11 o 16MP a seconda di camera e sensore.

Pensate che minore è il numero di MP e maggiore sarà la gamma dinamica. Ricordo quando la Sony sviluppò le prime FF A7 e c’era un modello che aveva 12MP che faceva foto qualitativamente migliori, anche se in quel periodo tutti puntavano al modello con 24MP.

Per una buona stampa, invece, bastano 5MP. Non ci credete? Con soli 5MP si riesce a stampare un cartellone pubblicitario.

Come mai dunque i produttori esagerano con i MP

Nel mercato della fotografia oggi si cerca di esagerare su tutto, oltre a tener conto di tendenze sempre nuove e della continua guerra tra brand.

A parer mio dobbiamo tenerci fuori da questo campo di battaglia che cerca di sfruttare la lotta all’ultimo prodotto per obbligarci ad acquistare l’ultimo modello fiammante di fotocamera.

Una piccola osservazione

I grandi maestri della fotografia scattavano con macchine meccaniche senza tecnologia, usando a volte pellicole 50 ASA e non si facevano tutti questi problemi. Sono tanti i fotografi come Gianni Berengo Gardin che ancora scattano spensierati in analogico.

Un consiglio

Oggi siamo invasi dalla tecnologia, prima di acquistare una nuova macchina fotografica pensate a quanti amici ne hanno una inutilizzata in casa, che magari danno via a un buon prezzo.

Sono tanti poi i rivenditori di usato garantito, basta chiedere a zio Google. Inoltre puntate ad avere una buona lente fissa che può davvero fare la differenza.

Spero di essere stato di aiuto. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Buona Luce

DPI,PPI e megapixel, facciamo un pò di chiarezza

La qualità della stampa dipende da diversi fattori, tra cui la risoluzione dell’immagine, la qualità della carta e dell’inchiostro, e le impostazioni della stampante.

Ma in tanti quando si parla di DPI,PPI e megapixel fanno un pò di confusione, spesso si parla di risoluzione senza sapere cos’è e senza sapere le differenze. Questo articolo nasce per fare un pò di chiarezza, parlare tra fotografi di risoluzione è sempre più complicato anche perché la stampa per i fotografi di oggi non è più una priorità come lo era negli anni passati.

Purtroppo non posso parlare di tutta la stampa in un articolo, ma prossimamente parlerò dei schermi calibrati, ma intanto iniziamo da queste definizioni.

Differenze tra 300 DPI e PPI in stampa

PPI (punti per pollice) e DPI (punti per pollice) sono termini utilizzati in ambito stampa per descrivere la risoluzione dell’immagine. In sostanza, essi rappresentano il numero di punti di colore presenti in un’area di un pollice quadrato.

La differenza tra PPI e DPI è che PPI si riferisce alla risoluzione intrinseca dell’immagine, mentre DPI si riferisce alla risoluzione effettiva della stampa. In altre parole, PPI descrive la risoluzione dell’immagine prima della stampa, mentre DPI descrive la risoluzione della stampa finale.

Per esempio, un’immagine con una risoluzione di 300 PPI può essere stampata a 300 DPI, ma può anche essere stampata a una risoluzione più bassa, come 150 DPI, se la stampante non è in grado di gestire una risoluzione più elevata.

In generale, per la stampa di fotografie o immagini con dettagli complessi, è consigliabile utilizzare una risoluzione di almeno 300 PPI per ottenere stampe nitide e definite. Una risoluzione più bassa potrebbe causare una perdita di dettagli e una qualità inferiore della stampa.

Differenza tra dpi e megapixel

DPI (punti per pollice) e megapixel sono due termini molto diversi che si riferiscono a proprietà diverse di un’immagine.

DPI descrive la densità di pixel presenti in un’area di un pollice quadrato e si riferisce alla risoluzione effettiva della stampa. Più alto è il valore di DPI, maggiore sarà la qualità della stampa.

Megapixel, invece, descrive il numero totale di pixel presenti in un’immagine. Più alto è il valore dei megapixel, più dettagli saranno presenti nell’immagine. Tuttavia, anche se un’immagine ha un alto valore di megapixel, questo non significa necessariamente che la sua qualità sia elevata.

La qualità dell’immagine dipende anche dalla qualità dell’obiettivo della fotocamera, dalla risoluzione e dalla capacità di elaborazione del sensore, tra le altre cose.

In sintesi, DPI descrive la qualità della stampa, mentre i megapixel descrivono la quantità di informazioni presenti nell’immagine. Entrambi i valori sono importanti, ma la loro importanza dipende dal tipo di utilizzo che se ne vuole fare.

Differenza megapixel e PPI

Megapixel e PPI sono entrambi termini utilizzati per descrivere le proprietà di un’immagine, ma si riferiscono a proprietà diverse.

I megapixel descrivono la quantità totale di informazioni presenti in un’immagine e si riferiscono al numero di pixel presenti nell’immagine. Più alto è il numero di megapixel, più dettagli saranno presenti nell’immagine.

PPI, invece, descrive la densità di pixel presenti in un’area di un pollice quadrato e si riferisce alla risoluzione intrinseca dell’immagine. Più alto è il valore di PPI, maggiore sarà la qualità dell’immagine, poiché ci saranno più pixel per rappresentare i dettagli.

In sintesi, i megapixel descrivono la quantità di informazioni presenti in un’immagine, mentre PPI descrivono la densità di queste informazioni. Entrambi i valori sono importanti, ma la loro importanza dipende dal tipo di utilizzo che se ne vuole fare dell’immagine.

La Risoluzione di un immagine digitale

Esattamente. La risoluzione è la quantità di pixel presenti in un’immagine, che determina la sua qualità. Quando si parla di DPI o PPI, ci si riferisce alla densità dei pixel per pollice, ovvero al numero di pixel presenti in un pollice. Questo valore è importante per la stampa, poiché determina la qualità della stampa. Tuttavia, sul computer, non ha molto senso parlare di DPI, poiché la dimensione dell’immagine viene visualizzata in base alla risoluzione dello schermo e alla dimensione del file, e non al DPI. Inoltre, la possibilità di ingrandire o rimpicciolire l’immagine rende il concetto di DPI ancora meno significativo. In sintesi, la risoluzione è il fattore più importante per la qualità dell’immagine, mentre il DPI o PPI sono importanti solo per la stampa.

I Primi problemi

Esattamente! I DPI e PPI sono soltanto un modo per “convertire” la dimensione in pixel in una dimensione reale su carta o su uno schermo. Tuttavia, la quantità di pixel in un’immagine è la vera misura della sua dimensione.

Senza sapere la risoluzione dell’immagine, i DPI non dicono molto sulla sua effettiva dimensione. Inoltre, poiché è possibile modificare i DPI di un’immagine utilizzando un programma di grafica, essi non sono un indicatore affidabile della qualità dell’immagine stessa. Quando si lavora con file di immagini, è sempre meglio concentrarsi sulla risoluzione in pixel piuttosto che sui DPI o PPI.

Allora perché conoscere le differenze tra DPI e PPI e megapixel

Conoscere la relazione tra risoluzione, PPI e DPI può aiutare molto nella preparazione di immagini per la stampa o per il web. La risoluzione è un fattore importante per determinare la qualità finale dell’immagine e le sue dimensioni, e conoscere il PPI del proprio schermo e il DPI desiderato per la stampa o per il web aiuta a prevedere come l’immagine apparirà alla fine. Inoltre, avere una buona comprensione di questi concetti può anche aiutare a evitare problemi di sovrapposizione o di immagini pixellizzate che potrebbero verificarsi durante la visualizzazione o la stampa.

Ecco alcuni consigli per ottenere stampe di alta qualità:

  • Risoluzione dell’immagine: Assicurarsi che l’immagine che si desidera stampare abbia una risoluzione sufficientemente elevata. La risoluzione ottimale per la stampa è di almeno 300 PPI (punti per pollice).
  • Qualità della carta e dell’inchiostro: Scegliere carta e inchiostro di buona qualità per la stampa. Questo aiuterà a ottenere stampe nitide e luminose.
  • Impostazioni della stampante: Assicurarsi che la stampante sia impostata per stampare a una qualità elevata. Questo può essere fatto selezionando l’opzione “Stampa fotografie” o “Alta qualità” nelle impostazioni della stampante.
  • Calibrazione della stampante: Calibrare regolarmente la stampante per ottenere stampe accurate e consistenti. Questo può essere fatto utilizzando il software fornito con la stampante o utilizzando uno strumento di calibrazione esterno.
    Verifica dell’anteprima: Verificare sempre l’anteprima della stampa prima di inviarla alla stampante per assicurarsi che sia esattamente come si desidera.
    Seguendo questi consigli, dovresti essere in grado di ottenere stampe di alta qualità.

Conclusione

Non spaventatevi della stampa, lavorate bene in post-produzione e comprate uno schermo che si fa calibrare bene, ancor prima di comprare una macchina fotografica. Tanti stampatori e servizi di stampa vi mettono a disposizione i profili ICC, imparate ad usarli al meglio e cominciate a stampare il più possibile.

Buona Luce

Emanuele

G.A.S. la sindrome da acquisto compulsivo

I fotografi sono molto spesso esposti a una grave sindrome chiamata G.A.S. o meglio conosciuta come gas syndrome o gear acquisition syndrome cioè sindrome dell’acquisto compulsivo di materiale fotografico che comprende: corpi macchina, lenti e accessori.

Io e Greg Taig d’avanti a una vetrina

Tra fotografi amatoriali non si parla di questa sindrome ma viene sempre confusa con una necessità, che nel 99% dei casi non esiste e che porta a gravi conseguenze.

Nelle comunità della fotografia sono nati slogan come buy book not gear oppure Buy film not megapixel, ma da un pò di anni anche grazie alle aziende che producono macchine fotografiche che spingono al massimo il mercato non è più la fotografia a stare al centro dei fotografi ma il mezzo fotografico.

In questo articolo voglio parlarvi di questa questa sindrome che colpisce 10 fotografi su 10 e voglio mettervi in guardia, o meglio farvi riconoscere la sindrome.

La sindrome

La sindrome in questione è popolare tra i fotografi, in tutte le uscite fotografiche tra photowalk e workshop non si fa altro che parlare di macchine fotografiche di megapixel e lenti con caratteristiche incredibili. Si passa dal voler comprare l’ultima fotocamera appena uscita a volerne subito un altra, fino a diventare un ossessione e una continua ricerca della “macchina fotografica perfetta”.

Nella maggior parte dei casi sono più le ore dedicate a cercare le caratteristiche dei mezzi fotografici e a vedere video, e discutere quale sia il mezzo più prestante che ci si dimentica cosa sia la fotografia, finendo per non scattare più fino al nuovo acquisto.

Sono molte le persone che non fanno altro che parlarmi di mezzi fotografici in qualsiasi contesto, portando avanti argomentazioni che ai fini della fotografia non servono a nulla.

I gruppi di fotografia sono pieni di persone che hanno questa sindrome e a volte si generano tra persone diverse ossessioni tra cui : nitidezza, sfocato, messa a fuoco e definizione ect.

Tanto che i fotografi in questione una volta che hai caricato una foto ripetono sempre le stesse domande:

  • Manda anche i dati Exif ?
  • Che macchina e obiettivo hai?

Da cosa nasce questa sindrome

Molte persone credono erroneamente che l’acquisto di nuove attrezzature fotografiche possa aiutare a migliorare la propria creatività e risolvere eventuali blocchi creativi. Tuttavia, questo non è sempre il caso. In realtà, l’eccesso di attrezzatura può diventare una distrazione e impedire di concentrarsi sulla vera essenza della fotografia.

Spesso, l’acquisto di nuove fotocamere, obiettivi e accessori è motivato da un senso di insicurezza e il bisogno di avere l’ultimo e il più grande equipaggiamento. Questa mentalità può portare a un circolo vizioso in cui si cerca costantemente la prossima grande cosa, ma senza mai soddisfare il desiderio di miglioramento.

In realtà, la fotografia è più di una semplice attrezzatura. La vera creatività deriva dalla capacità di vedere il mondo in modo diverso e di trovare nuove prospettive e interpretazioni delle cose. Non è necessario avere l’ultimo e il più grande equipaggiamento per farlo.

Thinking to leave in mostra a diversi e forma

Inoltre, l’eccesso di attrezzatura può essere stressante, e impedire di concentrarsi sulla fotografia stessa.

Essere troppo concentrati sull’attrezzatura può portare a perdere di vista l’obiettivo principale della fotografia: catturare momenti unici e memorabili.

Prevenzione

Prevenire è meglio che curare e non c’è altro modo, in fin dei conti il fotografo è ossessionato dall’attrezzatura ma possiamo aiutarci in tanti modi come:

fanzinefestival 2022
Al Fanzine festival di Roma 2022

E’ opportuno anche porsi delle domande, tipo:

  • Come credi migliori la tua fotografia con una nuova macchina fotografica/lente?
  • Come ti sentirai una volta che hai fatto questo acquisto?
  • Ti senti identificato dal brand da cui stai acquistando?se si perché?
  • Pensi di poter scattare come il tuo fotografo preferito dopo l’acquisto?
  • Hai a casa almeno 10 volte il costo del tuo acquisto in libri di fotografia? se no pensa al prossimo libro di fotografia per te
  • Quanto tempo stai sprecando invece di fotografare?
  • Quando hai fotografato l’ultima volta?

Conclusione

Cerca aiuto da un professionista e circondati da persone che sanno cos’è la fotografia o cerca un mentore che possa aiutarti nel tuo percorso fotografico.

Buona Luce

Emanuele