John Szarkowski il fotografo che strappò la fotografia dalla pittura

Scommetto che non tutti conoscono John Szarkowski un fotografo che ha dato tanto alla fotografia che conosciamo oggi, un grande curatore che dopo essere entrato al MoMa presento la sua filosofia abbracciata anche dai grandi come Garry Winogrand, Bruce Devdson, Lee Friedlander e William Eggleston e tanti altri.

John Szarkowski 1986

Io stesso ho abbracciato la sua filosofia e penso che sia ancora valida.

La più grande battaglia

La più grande battaglia di Szarkowsli fu quella di strappare la fotografia dalle mani della pittura e dall’arte in generale, perché il mondo dell’arte quando nacque la fotografia conosceva la fotografia come un mezzo accessorio e non uno strumento che serviva per esprimersi. Il tecnicismo della fotografia negli anni settanta era criticato dalla pittura che non capiva come un mezzo potesse catturare dettagli e porzioni della visione e quindi i fotografi venivano criticati a volte chiamati truffatori perché la loro porzione(inquadratura) era ridotta e limitata.

John Szarkowski presento appena entrato negli anni settanta al MoMa una mostra collettiva dei grandi fotografi americani e successivamente dedicò a ogni fotografo una mostra, la critica era tanta a New York perché il vecchio curatore Edward Steichen aveva dato spazio alla pittura anche europea anche essendo un fotografo.

John era un testardo e subito dopo le accuse da parte del mondo della pittura scrisse il libro che tutti oggi conosciamo come “L’occhio del fotografo” dove lui scrisse la sua filosofia.

La sia filosofia

Szarkowski sosteneva che la fotografia è una forma artistica autonoma che non ha nessun legame dalla pittura ma solo qualche influenza e che il fotografo amatoriale era il tipo di fotografo che valorizzava la fotografia perché ne è fluitore e sostenitore, oltre al massimo dell’arte essendo privo di legami con i soggetti e gli ambienti che fotografava.

Sosteneva che Fotografi come Diane Arbus , Garry WInogrand e Lee Friedlander incorporavano il massimo della sua filosofia perché essendo fotogiornalisti mettevano qualcosa di personale nelle loro fotografie.

Da qui grazie all’introduzione della fotografia nelle scuole di giornalismo arrivò a scrivere articoli e riflessioni sulla fotografia aiutando anche numerosi fotografi.

L’occhio del Fotografo

Nulla da aggiungere un grande libro che non deve mancare nelle librerie dei fotografi, i cinque capitoli di questo grande libro come : la cosa in sé; il particolare e l’inquadratura ect. mettono in chiaro tutti gli aspetti che un artista deve sapere prima di cominciare a scattare.

Troviamo le fotografie di grandi fotografia ma anche di fotografi anonimi.

Buona Luce

Emanuele